Il progetto pedagogico

PREMESSA

II documento qui presentato, ovvero il Progetto Pedagogico Specifico, costituisce une vera e propria "carta d'identità" della scuola, attraverso la quale la presente Associazione -che gestisce la scuola secondo il modello della "scuola autonoma della comunità" - gradisce presentare ed espli­citare alle famiglie dei bambini frequentanti quale intende essere la propria proposta educativa.
L'offerta educativa di questa scuola non nasce a caso, ma matura attraverso uno sguardo attento e un rispettoso "ascolto" dei bisogni educativi della comunità alla quale essa si rivolge, in modo che la famiglia posso trovare un'istituzione educativa che si ponga come naturale continuazione di quel primo impegno educativo che la famiglia stessa svolge con i propri figli.
Un impegno, quindi, fondato primariamente sulla "coeren­za", sul "confronto" e sul "rapporto" continui tra famiglia, scuola e comunità.
Il Progetto Pedagogico di questa scuola è stato redatto una prima volta circa più di un decennio fa ed ha costituito, nel corso degli anni, un punto di riferimento per la complessa e articolata attività educativa e didattica del personale insegnante. Le realizzazione del Progetto Pedagogico aveva coinvolto il Consiglio Direttivo, le Insegnanti e il Comitato di gestione, con il supporto dei coordinatori pedagogico e gestionale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento.
Nell'anno scolastico 2004/2005 il Consiglio Direttivo della scuola ha intrapreso un importante lavoro insieme al personale insegnante, finalizzato a realizzare la "verifica" del Progetto Pedagogico in atto. Si è trattato di un com­plesso percorso di analisi e valutazioni atte a verificare quanto, come e perché l'attività svolta nel concreto dalle insegnanti con i bambini fosse stata effettivamente coerente e corrispondente alle finalità educative individuate nel Progetto Pedagogico.
Nel corso dell'anno 2005/2006 la scuola ha conseguen­temente intrapreso il lavoro di aggiornamento e revisione del Progetto Pedagogico, al fine di tradurre le proprie scelte educative in maniera sempre più vicina al tessuto voloriale della comunità e al fine di esprimere una relazione sempre più matura nei confronti della realtà di riferimento, anche a fronte dei cambiamenti socio-culturali avvenuti.
L'aggiornamento del Progetto Pedagogico, che va a costituire il presente documento, è stato realizzato dai componenti del Consiglio Direttivo, con il prezioso contri­buto del personale insegnante, con le osservazioni e pro­poste del Comitato di gestione, nonché con il supporto delle coordinatrici pedagogico e gestionale della Federa­zione provinciale Scuole materne di Trento.

RIFERIMENTI ISTITUZIONALI E SOCIO-CULTURALI

L'Ente gestore sulla base della riflessione fatta sugli elementi di natura storico-tradizionale e con preciso riferimento ai fini statutari riconosce a pieno l'attualità della scelto valoriale, che ispirò l'azione del fondatore di questa istituzione. Per questo la nostra scuola oggi, in quanto istituzione educativa intenzionale, si impegna a considerare questa scelta valoriale come guida della pratica educativa. L'art. 2 dello Statuto dello scuola afferma esplicitamente che "Scopi dell'Associazione sono:
- favorire il pieno e armonico sviluppo della personalità del bambino per una sua educazione integrale, nel rispetto del primario dovere-diritto dei genitori di educare ed istruire i figli, secondo i principi della concezione cristiana della vita;
- diffondere e promuovere una cultura educativo rispon­dente ai bisogni materiali e spirituali, ai valori, alle tradi­zioni e alle prospettive della comunità e della più ampia società civile;
- promuovere la "scuola autonoma della comunità" come realtà sociale, ove si svolge la personalità umana e diffondere la cultura dell'autonomia, della partecipa­zione e delle realtà associative, ..."
La scuola svolge la sua attività educativa all'interno di un contesto sociale e comunitario di natura fortemente urbana. Poiché la scuola è inserita nel centro storico di Trento, l'utenza che ad essa si rivolge risulta variegata e non facilmente riconducibile a modelli o a situazioni chiara­mente definibili sia per quanto concerne gli aspetti eco­nomico-sociali sia per quelli culturali e territoriali.
L'Ente gestore ritiene comunque di aver individuato come elemento dominante e rappresentativo di tale realtà la condizione del bambino inteso come soggetto inserito in un contesto urbano. L'Ente gestore ritiene che per tale condizione sia importante dare al bambino competenze e capacità di lettura del mondo che lo circonda profon­damente diverse rispetto a quelle richieste ad un suo coetaneo inserito in un ambiente sociale e comunitario di paese o di valle. Infatti, l'Ente gestore ritiene da un lato che il bambino vada aiutato e guidato nella comprensione ed elaborazione dei molteplici e differenziati stimoli e messaggi propri dell'ambiente urbano, e dell'altro abbia bisogno di un preciso riferimento valoriale per comprenderlo ed inter­pretare in modo significativo la propria esperienza nella realtà che lo circonda. In quest'opera la scuola non intende porsi come soggetto alternativo alla famiglia ma, al contrario, essa vuole porsi come preciso punto di riferi­mento e di confronto nel soddisfacimento delle esigenze educative e formative dei bambini.
Per realizzare tale fine la scuola, all'interno della propria specificità educativo-didattica, offre e invita le famiglie a una fattiva collaborazione.

CENNI STORICI

L'asilo infantile "Mons. G.B. Zanella" venne fondato dal Rev. Mons. Gio Batta Zanella e aperto il giorno 11 agosto 1841. Le ragioni di fondo che ispirarono l'opera di mons. Zanella furono essenzialmente la solidarietà, l'assistenza e i la carità nei confronti delle classi popolari che non potevano permettersi l'accesso ad un tipo di istruzione privata a pagamento come era a quel tempo l'istruzione fornita ai fanciulli dalle cosiddette "scuole delle maestre" in Trentino.
L'opera del fondatore si rivelò essenziale per quanto concerne lo sviluppo delle scuole materne nella nostra regione; infatti fu il primo ad introdurre e a perseguire in Trentino il modello educativo dell'Aporti dando così origine a quel tipo di istituzioni - denominate inizialmente "asili di carità" - che molto seguito e successo ebbero negli anni a seguire nella nostra regione e la cui evoluzione è oggi rappresentata dal sistema delle scuole dell'infanzia equiparate.*
Dopo lo morte del fondatore, del quale l'istituzione era proprietà personale, avvenuta nel 1883, per volontà dello stesso ameno il patrimonio fu affidato al Vescovo pro-tempore di Trento con il vincolo del montenimento e della prosecuzione dei fini istituzionali.
Da allora l'asilo Zanella ha proseguito lo sua attività a Trento grazie anche al sostegno e all'impegno della comu­nità parrocchiale di S. Maria Maggiore a cui la scuola territorialmente si riferisce e al contributo di alcuni bene fattori che a titolo personale hanno aiutato la scuola nell'assicurare il servizio che essa tutt'ora offre alla comu­nità cittadina.
Negli anni, dietro espressa delega del Vescovo di Trento, la direzione effettiva della scuola materna è stata affidata all'Arciprete della parrocchia di S. Maria Maggiore; l'attività della scuola è stata esplicata dapprima sotto la veste di I.P.A.B e dal settembre 1992 sotto quella dell'Asso­ciazione con personalità giuridica privata.
Dal 1956 la scuola aderisce alla Federazione provinciale Scuole materne del Trentino.
Nel 1977, inoltre, a seguito dell'entrata in vigore della Legge provinciale sull'equiparazione e successive modifi­cazioni, la Provincia Autonoma di Trento ha riconosciuto a queste scuole il pieno valore e il profondo significato della loro esperienza educativa, assicurando loro l'autonomia di cui si è accennato sopra, assegnando il finanziamento pressoché integrale per l'erogazione del servizio scolastico e garantendo la frequenza gratuita dei bambini.
Da quel momento queste scuole sono denominate "scuole equiparote dell'infanzia".
Dal 1998 l'Associazione è regolarmente iscritta all'Albo provinciale delle Organizzazioni di volontariato e dal 2000 al Registro nazionale delle scuole paritarie.
Nel 2001 la scuola ha festeggiato la ricorrenza del 160° della sua fondazione; occasione, questa, rivelatasi importante per esplicitare ulteriormente le caratteristiche valoriali alle quali essa continua ad ispirarsi. La cultura dello tolleranza, dell'apertura, dell'accoglienza e della flessibilità sono state quindi riproposte come i cardini sui quali è improntata tutta la complessa attività di questo scuola.

LE FINALITÀ EDUCATIVE

I principi valoriali che ispirarono l'azione del fondatore di questa scuola hanno contribuito nel tempo a definire una linea educativa attenta alla maturazione dell'identità di ogni singolo bambino in rapporto ai contesti relazionali e comu­nitari in cui vive.
Questi valori fondano ancora oggi l'azione pedagogica, educativa e didattica della scuola e lo sostengono nell'ope­rare all'interno di una realtà territoriale e sociale dinamica e complessa.
Le famiglie in primo luogo, ma anche altri soggetti istituzionali, vengono riconosciuti come interlocutori di un dialogo finalizzalo al benessere del bambino e come partner di progetti di collaborazione che hanno, come obiettivo comune, la partecipazione attiva del bambino stesso alle esperienze vissute all'interno dei suoi contesti di vita.
Quella che nel precedente Progetto Pedagogico Specifico veniva rappresentata come una scuola auspicata è oggi una scuola che ha di fatto compreso come suoi dati costitutivi l'autoriflessione sulle pratiche educative agite, la disponibilità all'esplorazione costante di strategie professionali nuove, l'adozione flessibile di assetti organizzativi funzionali ad ascoltare, comprendere e accogliere ciò che emerge dall'esperienza con i bambini e con le loro famiglie, l'interazione continua con altre agenzie che sul territorio si occupano di educazione, integrazione sociale e salute.
Per queste ragioni anche in prospettiva l'impegno della scuola sarà rivolto o rinforzare e sostanziare lo rete esistente, avendo cura anche della dimensione interpersonale, della relazione cioè tra gli adulti che a vario titolo partecipano alla vita di questa comunità educante, con un'attenzione anche o raccogliere istanze che dovessero indicare l'opportunità di articolare la proposto con percorsi educativi pre e post-scolastici.

Scelte educative e attenzioni metodologiche

Alla luce e come conseguenza della scelta valoriale espressa nell'art. 2 dello Statuto, che contribuisce a definire e a rafforzare la specifica identità pedagogica e istituzionale della scuola, individuiamo come finalità educativa primaria quella di sostenere il bambino nell'attribuire alla propria esperienza un significato culturalmente condiviso e quindi di promuovere nella relazione con l'altro l'apertura e l'accettazione di punti di vista diversi dai propri, nonché lo disponibilità a confrontarsi. L'esigenza di sviluppare queste capacità trae fondamento dalla presenza crescente di persone provenienti da altre culture nel contesto urbano di appartenenza della scuola e dal fatto che le famiglie immigrate portano nella scuola sia differenze che chiedono di essere ascoltate, sia l'esigenza di riscoprire e di esplicitare i propri principi identitari.
Sul piano pedagogico questa finalità veicola un'idea di apprendimento come processo sociale, processo che avvie­ne all'interno e in relazione al contesto e alle risorse che lo caratterizzano. Sul piano educativo e didattico invece tale prospettiva significa per le insegnanti assumere un atteg­giamento nei confronti dei bambini di ascolto, inteso come capacità di disporsi interiormente a conoscere ed acco­gliere lo loro storia personale per valorizzarla, e di attenzione a favorire anche nel rapporto tra di loro tempi adeguati per conversare, ideare, progettare, negoziare e trovare soluzioni insieme, riconoscere il contributo che ciascuno può dare nel gruppo, affinché si attuino processi di riconoscimento reciproco.
Partendo dalla constatazione che la realtà extrascolastica offre al bambino esperienze anche informali talvolta difficili da decodificare, come scuola riteniamo importante dotarlo degli strumenti necessari per interagire in modo attivo e critico con ciò che lo circonda. In quest'ottica la scuola intende favorire nel bambino lo sviluppo della sensibilità nei confronti dell'ambiente, sia sotto il profilo del rispetto e della valorizzazione della natura e del patrimonio culturale del territorio, per cogliere l'importanza che la sua conservazione riveste, sia in relazione allo sviluppo del senso di appartenenza, e quindi alla capacità crescente di collocarsi all'interno di cornici sociali sempre più estese.
Sul piano pedagogico queste attenzioni delineano un metodo rivolto o favorire nel bambino l'osservazione, la ricerca, l'esplorazione, la capacità di vedere meglio ele­menti e fenomeni naturali, ma anche luoghi o oggetti significativi dal punto di vista culturale. Sul piano educativo didattico questo orientamento predispone invece a creare contesti laboratoriali, cioè luoghi in cui diventa possibile permettere al bambino di conoscere e usare materiali naturali e di recupero attraverso esperienze dirette, di osservare fenomeni capaci di suscitare interesse e domande, di riflettere sull'esperienza, di formulare e verificare ipotesi, di spiegare e condividere il proprio pensiero. L'Ente gestore quindi nell'attribuire particolare importanza allo sviluppo della conoscenza e al progressivo accostamento del bambino ai sistemi simbolico-culturali, sottolinea come ciò avvenga a partire dal fare e dall'avere e organizzare esperienze dirette, in contesti connotati dal punto di visto comunicativo, perché facilitanti un clima di ascolto reciproco e di disponibilità al dialogo.
Infatti, l'Ente gestore riconosce l'importanza primaria che riveste anche lo comunicazione rispetto ai processi relazionali e cognitivi descritti, come veicolo di conoscenza, di relazione, come strumento di espressione del proprio sapere e di costruzione di un sapere condiviso.
Da ciò deriva anche l'indicazione a potenziare le competenze linguistiche dei bambini, prendendo in considerazione i diversi codici, anche quelli meno consueti, legati all'arte visiva e plastico che il bambino incontro nel territorio e che comunque gli permettono di esprimere il proprio mondo interno, di raccontarsi e di rendersi consa­pevole della propria storia e maturazione.

IL FUTURO DELLA NOSTRA SCUOLA

Inserita com'è in un contesto urbano peraltro molto variegato, questa scuola si trova - e si troverà - sicuramente a dover affrontare una serie di riflessioni e problematiche che dovranno fissare l'attenzione su due livelli in particolare: da un lato, la volontà e la capacità di prose­guire la propria attività coerentemente ed efficacemente sulla base dello motrice culturale e valoriale voluta dal proprio fondatore, del quale l'Ente gestore intende a tutti gli effetti rimanere fedele testimone; dall'altro saper accogliere le istanze e le caratteristiche della comunità in cui è inserito, sapendole declinare e interpretare alla luce delle finalità proprie della stessa e dei suoi obiettivi; un sempre maggior affondo quindi nel tessuto socio-culturale di appartenenza attraverso una sempre maggior espressione della propria specifica identità.

Ente gestore, giugno 2006